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Lug 18

Analizziamo di seguito le domande ricorrenti che le pazienti rivolgono al chirurgo plastico prima di sottoporsi all'intervento di Mastoplastica additiva, per togliere ogni dubbio a tutte quelle donne che desiderano aumentare il proprio seno perchè si sentono a disagio a causa di una sensazione di inadeguatezza del Décolleté.

Prima domanda: Quanto costa?

La chirurgia è un servizio artigianale, cambiando l’esperienza del “sarto” la qualità della stoffa ovvero delle protesi della clinica il prezzo può cambiare molto. Ma è un itervento per “sempre” meglio spendere il giusto che, poi rincorrere pentiti, i danni: piccoli prezzi spesso sono sinonimi di piccoli chirurghi.

Seconda domanda: Quanto dura il ricovero e la convalescenza?

Dipende dal tipo di paziente e dall’intervento; di regola si torna a casa la sera, solo con il reggiseno specifico, senza drenaggi, poi dopo un paio di giorni di riposo si ricominciano le attività quotidiana. Il recupero totale in 10-12 gg

Terza Domanda: Ci sono problemi in caso di allattamento?

No perché la tecnica dual plane pone le protesi sotto il muscolo praticamente non in contatto con la ghiandola

Quarta Domanda: Si può sollevare il seno e riempirlo nuovamente?

Certo con la mastopessi ed in aggiunta le protesi, cambia la tecnica ma la convalescenza è la stessa

Quinta Domanda: Il risultato è definitivo?

Certamente è un risultato duraturo, poi l’invecchiamanto dei tessuti continua, ma le protesi hanno una garanzia a vita.

Sesta Domanda: Ogni quanto vanno cambiate le protesi seno?

Le moderne protesi testurizzate sono fatte per durare per “sempre”, comunque vanno monitorizzate ogni 2 anni .

Mag 03

Aumentare il seno in tutta tranquillità: Quali sono le protesi migliori e come scegliere la misura giusta.

La chirurgia plastica estetica è la chirurgia del bellessere. le persone si affidano al chirurgo in buona fede, è solo quando insorgono dei problemi si accorgono che la loro fiducia era mal riposta.

Ma degli indizi li avrebbero comunque potuti cogliere se avessero saputo dove cercare. Uno slogan efficace è piccoli prezzi piccoli chirurghi. Bisogna considerare la specializzazione e l’esperienza: uno specialista in chirurgia plastica con almeno dieci anni di servizio è una garanzia minima per la capacità di gestire gli imprevisti. Ma non solo, anche la marca delle protesi è molto più che un vezzo. Alcune marche sono sinonimo di fiducia, una garanzia quarantennale che alla luna ripaga: ricordiamoci che le protesi oggi vengono garantire a vita da aziende come la Allergan.

Oggi parlare di protesi è come parlare di stelle: c’è ne sono una galassia. Per orientarsi 1º marca garantita, 2º diffidare dalle novità che non abbiano una storia almeno decennale, 3º diffidare da chi propone in chirurgia estetica le protesi anatomiche senza spiegarvi il perché ( nascono per la chirurgia   ricostruttiva, in estetica non sono quasi mai un valore aggiunto. Oggi le protesi devono essere testurizzate, cioè rugose e sono ripiene di un gel di silicone che ne previene là fuori uscita .

La chirurgia della mammella è mini invasiva, per cui la sera le pazienti possono tornare a casa loro. Questo non vuol dire che operarsi in una struttura ambulatoriale sia come operarsi in una clinica: primo per le garanzie del servizio anestesia e rianimazione, poi la sterilità dei luoghi: inserire la protesi in massima asepsi previene infezioni e contratture. Le sale operatorie classe A delle cliniche offrono garanzie molto superiori degli ambulatori . Infine in clinica qualsiasi piccola sorpresa post operatoria, febbre, dolore lipotimie potrà essere gestita con serenità in una confortevole stanza privata. Ricordate infine la scelta della protesi: il chirurgo plastico davanti allo specchio potrà mostrarvi l’effetto finale semplicemente usando dei sizer. Così su voi stesse potrete vedere l’effetto finale e scegliere il volume di protesi da impiantare con maggiore consapevolezza. 

Mar 12

La chirurgia intima – Che cos’è e quando è necessaria?

La chirurgia intima è una branca piuttosto giovane della chirurgia estetica, che tuttavia negli ultimi anni si sta diffondendo sempre di più. Gli interventi di chirurgia intima sono in grado di modificare la forma degli organi genitali, femminili o maschili, con l’obiettivo di ridare armonia e benessere al paziente.

Sia gli uomini che le donne stanno richiedendo sempre di più questa tipologia di interventi, che hanno ottimi risultati sia dal punto di vista estetico che funzionale, in quanto sono in grado di apportare benessere fisico e psicologico nel paziente, e migliorare notevolmente la qualità della vita.

Qual è dunque il motivo principale che spinge una persona a sottoporsi ad un intervento di chirurgia intima? Spesso le persone che hanno delle disfunzioni genitali, vivono un forte disagio psicologico, talvolta anche fisico.

Mentre alcuni pazienti possono avere delle malformazioni congenite ai genitali, altri vogliono semplicemente migliorare l’aspetto esteriore del loro apparato genitale. Da tenere presente che il malessere che scaturisce da queste disfunzioni può essere di tipo estetico, psicologico o sessuale, ma in ogni caso è il paziente stesso a rivolgersi al medico per porre rimedio alla situazione.

La chirurgia intima femminile – Tipologie di interventi 

Quando si parla di interventi di chirurgia intima, si tende ad associare erroneamente questo argomento solo ed esclusivamente all’universo maschile. In realtà, la chirurgia dei genitali ha avuto e sta avendo notevole successo anche tra le donne, che stanno richiedendo sempre di più interventi di chirurgia intima. I genitali esterni femminili, così come altre parti del corpo, talvolta possono perdere elasticità o funzionalità in seguito a eventi naturali, come il parto o l’invecchiamento fisiologico. In questi casi, se la situazione determina forti disagi nella donna, l’unica soluzione è la chirurgia intima.

Tra gli interventi di chirurgia intima femminile più richiesti troviamo:

  • Labioplastica: si aspira il grasso in eccesso nella zona del pube e delle grandi labbra
  • Imenoplastica: è l’intervento di ricostruzione dell’imene
  • Vaginoplastica: consiste nel ringiovanimento della vagina, nel caso in cui ci sia un rilassamento eccessivo dei tessuti cutanei o dei muscoli vaginali

Chirurgia intima maschile – Quali sono gli interventi più richiesti dagli uomini?

La chirurgia intima maschile comprende una serie di interventi chirurgici, alcuni con fine puramente estetico ed altri funzionale, volti a modificare la forma o l’aspetto esteriore dei genitali maschili. Molti uomini ricorrono a interventi di chirurgia intima quando riscontrano delle anomalie nei loro genitali, o semplicemente vivono una situazione di malessere psicologico dovuta a particolari difetti fisici nelle zone intime.

Le dimensioni dei genitali maschili hanno un ruolo fondamentale nella sessualità. Per questo motivo, la maggior parte degli uomini che presentano delle disfunzioni, hanno forti disagi psicologici che influiscono negativamente sulla loro vita affettiva.

Per fortuna oggi la chirurgia plastica è in grado di risolvere la maggior parte di queste problematiche con interventi mirati di chirurgia intima maschile.

Tra gli interventi più diffusi troviamo:

  • La falloplastica: è l’intervento chirurgico per aumentare la lunghezza del pene. Permette l’allungamento da 2 fino a 4 cm
  • Liposuzione del pube: consiste nella rimozione degli accumuli adiposi nella zona pubica
  • Frenuloplastica: è l’intervento chirurgico che aumenta la lunghezza del frenulo. Il frenulo corto causa spesso dolore durante i rapporti sessuali, per questo motivo chi soffre di questa patologia spesso ricorre all’intervento chirurgico

In ogni caso, prima di sottoporsi a qualsiasi tipo di intervento di chirurgia intima, si consiglia di sottoporsi ad una visita specialistica per valutare attentamente il proprio caso con il proprio medico.

Mar 10

L' Addominoplastica – ha lo scopo di rimuovere l’eccesso di tessuto adiposo dall’addome e correggere quindi il rilassamento cutaneo che si viene a formare.

L’addominiplastica è un intervento di chirurgia etetica che ha lo scopo di rimuovere l’eccesso di tessuto adiposo dall’addome e correggere quindi il rilassamento cutaneo che si viene a formare. L’intervento consiste nell’asportazione chirurgica del tessuto adiposo e della cute in eccesso. Chi ricorre all’addominoplastica, in genere, lo fa perché vuole migliorare la zona addominale da un punto di vista estetico, nonché rinforzare i muscoli addominali rilassati.

Prima di procedere all’intervento vero e proprio di addominoplastica, occorre valutare attentamente il singolo caso tramite un’accurata visita preoperatoria, durante la quale sarà il chirurgo stesso a valutare la quantità di tessuto adiposo da asportare.
La visita preliminare prevede anche un’attenta analisi delle condizioni generali di salute del paziente, per escludere eventuali complicazioni che potrebbero presentarsi nel post-operatorio, come ad esempio pressione alta, problemi di coagulazione o di cicatrizzazione.

Ci sono due tipologie di addominoplastica, a seconda della localizzazione del deposito di grasso:

  • Miniaddominoplastica: quando il deposito di grasso e l’eccesso di pelle sono localizzati nella zona al di sotto dell’ombelico

  • Addominoplastica completa: si tratta dell’intervento vero e proprio, quando gli inestetismi sono localizzati anche nella parte superiore dell’addome e nella zona dei fianchi. Può essere unita all’intervento di liposuzione dei fianchi.

L’intervento di addominoplastica – L’operazione e il decorso post-operatorio 

L’intervento di addominoplastica viene eseguito in anestesia generale, e dopo l’intervento si richiede un ricovero di due giorni. La durata è generalmente di due ore; l’operazione consiste in un’incisione nella zona del pube e successivamente si procede all’eliminazione della cute e dell’adipe in eccesso.
La zona addominale viene in seguito ricostruita tramite sutura, e l’ombelico viene correttamente riposizionato.

Dopo l’intervento di addominoplastica si consiglia di proteggere la zona con una guaina compressiva, che va indossata per circa 2 settimane dopo l’operazione. Una volta che il paziente è stato dimesso, deve riposare 3/4 giorni e riprendere in modo graduale le attività quotidiane. Dopo circa 7/10 giorni è possibile riprendere l’attività lavorativa, se questa non prevede eccessivi sforzi fisici.
L’attività sportiva invece potrà essere ripresa dopo 4 settimane circa.

L’addominoplastica è un intervento di chirurgia estetica che generalmente porta a buoni risultati, e la maggior parte dei pazienti sono soddisfatti dell’esito finale. Inoltre, se il paziente si impegnerà a seguire una dieta bilanciata e a svolgere regolare attività fisica, potrà prolungare i benefici dell’intervento.

A differenza della liposuzione, l’addominoplastica consente di rimuovere non solo il grasso in eccesso, ma anche la pelle in eccesso o con smagliature.

L’ addominoplastica – le cicatrici 

La preoccupazione più frequente del paziente che si sottopone all’intervento di addominoplastica, riguarda la comparsa di eventuali cicatrici dopo l’operazione.

L’intervento di addominoplastica lascia un’unica cicatrice, che va da fianco a fianco, e questo a volte può causare disagio nel paziente. L’aspetto positivo però, è che tale cicatrice si può facilmente camuffare con l’abbigliamento, in quanto si forma in una zona dove è piuttosto facile nasconderla con gli slip.
La cicatrice in genere si presenta sottile e piuttosto lineare, e col passare dei mesi il rossore sarà sostituito dal normale colore della pelle.

La formazione della cicatrice dell’addominoplastica è una conseguenza del tutto normale all’intervento stesso, non una complicanza. La rimozione di pelle in eccesso porta inevitabilmente alla comparsa di tessuto cicatriziale: maggiore è la quantità di pelle che il chirurgo dovrà asportare, più ampia sarà la cicatrice. In ogni caso, chi si sottopone all’intervento di addominoplastica viene preventivamente informato sulla comparsa di cicatrici post-operatorie che vengono disegnate dal chirurgo per mostrarle al paziente.

Feb 12

Liposuzione – Quando ricorrere all’intervento?

La liposuzione, detta anche “lipoaspirazione”, è uno degli interventi più richiesti nel campo della chirurgia estetica. Con questo termine si indica l’aspirazione di grasso sottocutaneo in eccesso, mediante un’apposita cannula.

Chi si sottopone a questo tipo di intervento lo fa perché intenzionato a rimuovere le adiposità localizzate, quando dieta ed esercizio fisico non hanno portato ai risultati desiderati. Ogni volta che una mia paziente mi dice che vuole sottoporsi ad un intervento di liposuzione, la prima cosa che faccio è spiegargli che non si tratta di un intervento dimagrante, ma una vera e propria procedura chirurgica, che deve essere trattata con tutte le accortezze del caso.

Durante la visita preliminare, tengo inoltre a specificare che la liposuzione non è nemmeno un trattamento per l’obesità o per quelle persone che presentano gravi problemi di peso e vogliono dimagrire velocemente. Quando il paziente presenta gravi problemi di peso, cerco sempre di valutare il caso con lui, ma specifico sempre che la liposuzione è in realtà un intervento di rimodellamento del corpo, e non una terapia dimagrante che aiuta a perdere peso. In qualità di Medico infatti, mi sento di consigliare questo tipo di intervento quando il paziente non è riuscito a combattere i depositi di grasso né tramite ripetute diete né con regolare esercizio fisico.

L’intervento di liposuzione avviene tramite l’inserimento sottocutaneo di una cannula, che è collegata ad un dispositivo di aspirazione che frantuma i depositi di grasso accumulati. Durante l’aspirazione, il tessuto sottocutaneo che viene rimosso contiene adipociti, sangue, linfa ed altre cellule. Una volta che è stato raggiunto il risultato ottimale, si procede dunque al bendaggio della zona, in modo da favorire la fase di rimodellamento dei tessuti. La liposuzione può essere eseguita su varie zone del corpo, come addome, cosce, ginocchia, braccia o glutei. Il mio obiettivo, e credo quello di qualsiasi medico, è quello di rimuovere una giusta quantità di grasso corporeo cercando di limitare il più possibile il disagio nel paziente.

Liposuzione – il decorso post operatorio 

I tempi di recupero della liposuzione in genere sono abbastanza rapidi e la dimissione del paziente può avvenire anche in giornata, oppure si tende a consigliare il ricovero al massimo per una notte nelle liposuzioni più importanti o se il paziente viene da lontano.

I punti di sutura non vengono quasi mai utilizzati o quando lo sono poi cadono da soli. Dopo la liposuzione è molto importante camminare e fare movimento, per ridurre l’edema. Per quanto riguarda le controindicazioni, la maggior parte dei miei pazienti lamenta una sensazione di formicolio e bruciore nella zona trattata, ma questi sintomi in genere scompaiono dopo le prime settimane. Anche gonfiori e lividi sono del tutto normali, per questo tendo sempre a prescrivere analgesici o antibiotici per ridurre il rischio di infezione o ridurre il dolore nel caso in cui si presenti.

La domanda più frequente che mi viene posta quando parlo di liposuzione con i miei pazienti, è sempre la stessa: “Dottore, ma se mi volessi operare, quanto dureranno i risultati? Una volta effettuato l’intervento, resterò cosi per sempre?”.

Purtroppo non esiste una risposta universale a questa domanda, perché dipende sempre dalle caratteristiche del paziente e dall’entità della liposuzione che ho effettuato. Quello che cerco di far capire alle mie pazienti in quanto medico, è che la liposuzione non è un metodo che contrasta o inibisce l’aumento di peso, né tantomeno un trattamento dimagrante. Una volta effettuato l’intervento, sta al paziente impegnarsi per cercare di mantenere il più possibile i risultati ottenuti con la liposuzione.

Seguire una dieta equilibrata e svolgere regolare attività fisica aiuterà sicuramente a prolungare gli effetti dell’operazione, nonché a migliorare lo stato di salute generale del paziente.

botulino per ringiovanimento roma

Feb 06

Botulino – il trattamento antirughe più richiesto per ringiovanimento

Quando si parla di trattamenti antirughe con botulino roma, sempre più spesso sentiamo nominare il botulino, meglio conosciuto come “tossina botulinica”. Questa sostanza è ampiamente utilizzata in medicina estetica per contrastare l’invecchiamento cutaneo. Attualmente, le iniezioni a base di tossina botulinica costituiscono il trattamento estetico antirughe più richiesto al mondo.

Sono sempre di più infatti le persone che ricorrono alle iniezioni di botox quando desiderano un trattamento di ringiovanimento, e questo accade anche tra i più giovani.

Il trattamento a base di botulino consiste nell’ iniettare con piccoli aghi una forma della proteina che viene utilizzata soprattutto per correggere le rughe di tipo dinamico, dette anche “da espressione” (causate cioè dalla contrazione naturale e ripetuta di alcuni muscoli del volto). Il botulino è ampiamente utilizzato in medicina estetica in quanto ha la proprietà di indebolire i muscoli, e viene utilizzato anche a scopo preventivo, ossia per ritardare la formazione delle rughe.

In genere chi ricorre alle iniezioni filler di botulino, lo fa per correggere le rughe che si formano in determinate zone del volto, in genere intorno agli occhi, sulla fronte o intorno alle labbra. Queste zone del volto sono più soggette alla formazione di rughe d’espressione in quanto, col passare del tempo, il derma tende a perdere spessore e volume a causa della riduzione di quantità di collagene.

La tossina botulinica inoltre viene impiegata in medicina estetica anche per il trattamento delle seguenti patologie:

  • Eccessiva sudorazione (iperidrosi)
  • Strabismo
  • Blefarospasmo
  • Distonia cervicale
  • Cefalea cronica

Acido ialuronico o botox? 

L’invecchiamento della pelle è un processo naturale e fisiologico, che si può contrastare ma non si può debellare definitivamente. Tuttavia, è opportuno considerare che non tutti invecchiamo allo stesso modo, e la componente genetica di ognuno di noi influenza parecchio il processo di invecchiamento cutaneo.

Allo stesso modo, non tutte le rughe sono uguali: esistono rughe statiche o rughe dinamiche, a seconda della loro causa. Le rughe statiche sono quelle “fisiologiche”, che dipendono dalla forza di gravità e della naturale perdita di grasso sottocutaneo causata dall’invecchiamento fisiologico. Le rughe dinamiche invece sono quelle causate dalla mimica facciale. A seconda del tipo di ruga, si deciderà poi il trattamento da eseguire.

Le cosiddette rughe statiche, si possono correggere solamente con i filler, che hanno la funzione di riempirle. Questi filler sono prodotti da sostanze naturali come l’acido ialuronico o il collagene ed hanno una durata limitata di sei mesi, per questo occorrono diverse sedute per ottenere dei risultati soddisfacenti. Il risultato finale del filler è molto naturale.

Per correggere le rughe dinamiche invece non si possono utilizzare i filler, in quanto esse sono causate dalla contrazione dei muscoli facciali. In questi casi si consiglia dunque di ricorrere al botulino, che non è affatto pericoloso per la salute in quanto viene iniettato in piccolissime dosi. L’effetto del botulino è temporaneo, dura all’incirca 6 mesi, si suggerisce al paziente di ripetere l’applicazione un paio di volte l’anno.

Gen 05

Vampire Lifting – Il trattamento antirughe che riutilizza il proprio sangue

Il vampire lifting, o “Lifting del Vampiro”, è l’ultima tendenza per quanto riguarda i trattamenti estetici antirughe. Si tratta di un trattamento di ringiovanimento che contrasta le rughe del volto e ritocca le imperfezioni tramite iniezioni autologhe, cioè del proprio sangue.

Il Vampire Lifting è ampiamente utilizzato per trattare la zona delle guance, per le rughe sottili del volto o per curare le cicatrici causate dall’acne.

In termini medici questo tipo di “lifting” utilizza la metodica del PRP, il cosiddetto “Plasma ricco di piastrine”, che preleva il sangue del paziente stesso e lo centrifuga in modo da separare il plasma più ricco di piastrine da quello meno ricco. Si utilizza il plasma più ricco in quanto è quello in grado di stimolare la pelle al rinnovamento cellulare, e di conseguenza porta ad un immediato ringiovanimento.

A questo punto il plasma ottenuto viene iniettato con una siringa sul viso, collo e decolletè. Le piastrine, liberando fattori di crescita, stimolano così i fibroblasti alla produzione di collagene del derma, riducendo visibilmente le rughe e rendendo l’aspetto del paziente più giovane.

Il vampire lifting è un trattamento particolarmente efficace che rende la pelle più compatta, più luminosa e dall’aspetto più giovanile. Essendo un trattamento estetico di tipo “naturale”, ovvero che non utilizza sostanze esterne, ha avuto notevole successo. Il trattamento infatti non prevede l’iniezione di agenti chimici potenzialmente dannosi perché riutilizza semplicemente il sangue stesso del paziente. Questo tipo di lifting dunque non comporta rischi per la salute, nè eventuali allergie o intolleranze, ed è una valida alternativa per tutte quelle persone che desiderano un trattamento di ringiovanimento senza sottoporsi ad interventi chirurgici invasivi.

Questa tipologia di lifting non è un riempitivo come il filler all’acido ialuronico; si tratta di un trattamento di biostimolazione che non ha effetti collaterali, tranne dei piccoli ematomi, micro lividi, che potrebbero comparire a causa dell’utilizzo di aghi sul viso. Subito dopo la seduta si possono riprendere normalmente le attività quotidiane. Si potrebbe avvertire un leggero gonfiore o dolore nelle 24 ore successive alle punture.

Le sedute di vampire lifting devono essere ripetute almeno 2/3 volte, a seconda della gravità delle rughe da correggere. Dopodichè è sufficiente una seduta di mantenimento una volta ogni 4-6 mesi; per vedere i primi risultati occorre attendere almeno almeno 60 giorni.

L’efficacia del PRP in medicina estetica 

Le iniezioni al plasma sono oggi ampiamente utilizzate in medicina estetica per ringiovanire il viso. Il PRP è una metodica indolore, veloce e priva di controindicazioni, che consente di ottenere ottimi risultati estetici.

Quando abbiamo una ferita, si forma un coagulo di sangue che permette l’immediata guarigione dei tessuti e blocca la fuoriuscita di sangue. Questo coagulo è formato dal 95% da globluli rossi, dal 4% da piastrine e dall’1% da globluli bianchi. Il trattamento di PRP cambia radicalmente queste percentuali, ovvero: si ha il 95% di piastrine, il 4% di globuli rossi e 1% di globuli bianchi. Questo permette un’altissima concentrazione dei fattori di crescita piastrinica, che velocizza il processo di cicatrizzazione e rigenerazione dei tessuti.

Il trattamento Prp prevede un semplice prelievo di sangue venoso, che viene posto poi in una centrifuga dove viene lasciato qualche minuto. La centrifugazione separa le cellule in modo da ottenere un plasma arricchito di piastrine. A quest’ultimo, viene aggiunto poi un attivatore piastrinico che consente la liberazione dei cosiddetti fattori di crescita, che sono i principali responsabili del rinnovamento cellulare.

In genere il trattamento a base di PRP viene utilizzato in medicina estetica per trattare: la regione frontale, le guance, la regione orbitale, il mento, le rughe naso labiali, labbra, mani, zona del decolletè, interno cosce e braccia.

lipofilling roma

Dic 29

Il Lipofilling Roma – Utilizzare il proprio grasso per rimodellarsi e correggere gli inestetismi

Il trapianto di grasso, detto anche “Lipofilling”, è un intervento di medicina estetica che ha lo scopo di correggere inestetismi cutanei nel volto e nel corpo, tramite innesto di tessuto adiposo autologo (ovvero il proprio) che viene inserito in una zona specifica per aumentarne il volume.

In sostanza, viene aspirato il grasso del paziente che viene prelevato da una zona più ricca (la zona donatrice) per essere successivamente trapiantato in una zona più “povera” di grasso.

Il fatto che questo tipo di intervento utilizzi componenti che provengono dal paziente stesso, quindi non “esterni” e potenzialmente pericolosi, ha contribuito ad aumentare il successo del lipofilling, che è oggi uno degli interventi di chirurgia plastica più richiesto.

Il trapianto di grasso non contribuisce solamente a riempire le zone svuotate di viso e corpo, ma favorisce anche la rigenerazione dei tessuti, grazie alla presenza di cellule staminali. Queste cellule, presenti nel tessuto adiposo, determinano un netto miglioramento estetico e globale della regione trattata.

L’intervento di lipofilling si svolge tramite prelievo di tessuto adiposo da una specifica zona corporea, dopodichè si trapianta lo stesso (dopo averlo ripulito accuratamente) nella zona che si intende riempire.

L’operazione può essere suddivisa in 3 fasi:

  • Infiltrazione: si pratica una piccola incisione e si inserisce una cannula che introduce la soluzione fisiologica, che manda in sospensione l’adipe
  • Liposuzione: è l’aspirazione del grasso, che viene poi depurato e centrifugato
  • Riempimento: in questa fase si inietta il grasso purificato nella zona da riempire

un solo intervento di lipofilling può non essere sufficiente per ottenere risultati soddisfacenti quando ci sono grandi riempimenti da fare tipo ai glutei, spesso infatti è necessario dover effettuare una seconda seduta a distanza di qualche mese.

Dopo l’intervento si richiede in genere riposo per due tre giorni, principalmente a scopo preventivo, ovvero per non mettere a rischio le zone sottoposte al prelievo, che in genere sono cosce, fianchi, ginocchia ed addome. Nella prima settimana dopo il lipofilling occorre limitare sport o sforzi eccessivi. Il ritorno all’attività sportiva può avvenire tra la 3° e la 4° settimana.

Le complicanze del lipofilling: quali rischi si corrono dopo l’intervento? 

Quando parliamo di Lipofilling, dobbiamo tenere presente che stiamo parlando di un vero e proprio intervento chirurgico, che per quanto semplice, presenta comunque un minimo di invasività, e va eseguito su pazienti in buono stato di salute.

Possiamo dire che, se il paziente presenta buone condizioni di salute, la possibilità di complicazioni è relativamente bassa, e si limita a piccoli ematomi, infezioni o allergie ai farmaci impiegati.

Durante il decorso post-operatorio, le problematiche che si potrebbero riscontrare sono le seguenti:

  • Un leggero sanguinamento della ferita
  • Arrossamento della pelle e leggero gonfiore
  • Formazione di ematomi o sieromi

In genere dopo l’operazione si prescrive un antibiotico per prevenire il rischio di infezione, e si effettua un’infiltrazione locale di anestetico per evitare il rischio di ematoma sottocutaneo.

Tuttavia, gonfiori o edemi dopo l’intervento sono del tutto normali e tendono a scomparire in 7/10 giorni. Si può utilizzare eventualmente una guaina compressiva, che può essere portata per tre settimane dopo l’intervento al fine di ridurre eventuali ecchimosi o gonfiori.

Nov 29

La mastoplastica additiva è un intervento solo apparentemente semplice, in realtà è necessaria una buona conoscenza dell'anatomia chirurgica e delle moderne tecniche per poter ottenere da ogni caso il miglior risultato.

Paziente Ideale 

La paziente ideale è under 40 con una mammella di taglia piccola ma armonica, cioè senza asimmetrie, senza l'aspetto tuberoso e non ptosica cioè non scesa verso il basso. 

Tipi di Protesi

Esistono ormai tantissimi tipi di protesi, di materiali molto differenti. Esistono le protesi con involucro siliconico e ripiene di gel coesivo oppure ricoperte di poliuretano, poi esistono le protesi con microsfere di borosilicato che le rendono più leggere, ma a mio avviso sono di uso troppo recente per avere una storia ed un follow up affidabile come le altre.

Posizionamento delle Protesi

Il problema della scelta tra protesi è molto dipendente dal chirurgo e dal caso clinico: in estetica, quando si predilige la tasca parzialmente sottomuscolare, tecnica detta dual plane, non vi è molta differenza tra protesi tonda o anatomica. In un recente studio americano è stato chiesto a molti chirurghi plastici di valutare le foto intraoperatorie di 75 pazienti: a queste pazienti , con tecnica dual plane, era stato posizionato un impianto rotondo a destra ed uno anatomico a sinistra, di uguale volume.

Mastoplastica Additiva Roma Video

Ebbene solo il 26% dei chirurghi ha saputo riconoscere quale fosse l'impianto anatomico. Questo può far capire come non esista una indicazione assoluta e come spesso ci siano dei luoghi comuni da sfatare. Le protesi devono essere scelte in base al tipo di seno della paziente ed al suo obiettivo. Il posizionamento è sempre in funzione della paziente e della sua mammella; ad esempio nel posizionamento sopra muscolare (o sottoghiandolare) per evitare il brutto effetto tipo “ a palla” vedi foto in basso si deve eseguire il pinch test: la misurazione dello spessore sottocutaneo dei quadranti superiori della mammella.

mastoplastica additiva roma prima dopo
Pre e post rimozione di un impianto impropriamente sottoghiandolare corretto in dual plane

La scelta del volume delle protesi: in questo sono di aiuto gli external sizer, che posti sopra la mammella e sotto una T- shirt permettono alla paziente di vedere e toccare il volume finale e condividere con il chiirurgo il vero volume desiderato evitando qualsiasi fraintendimento. Mastoplastica additiva Approfondimento.

external sizer

Foto Mastoplastica Additiva Prima e dopo

Apr 04

Prima di sottoporsi ad un trattamento con il Botulino, è lecito che un paziente abbia qualche dubbio o Perplessità. Di seguito alcune risposte alle più comuni domande:

Come funziona il botulino?

Il target del botulino è la causa delle rughe (frontali e delle cosiddette zampe di gallina), cioè le ripetute contrazioni da espressione ed ammiccamento. Il medico inietterà questi muscoli con il farmaco che ridurrà temporaneamente l'attività muscolare. Si inizierà a notare una levigatura visibile delle rughe perioculari e glabellari, ma anche di tutte quelle connesse con i muscoli mimici_

Come apparirò dopo il trattamento, è vero che si paralizza la mimica?

è un trattamento sensibile alle capacità dell'operatore. Un medico esperto nell'anatomia facciale e nella terapia voti libica eviterà di farvi perdere la naturale espressività. È importante parlare con il vostro medico circa i risultati che si desiderano dal trattamento.

Il trattamento è doloroso?

Alcuni pazienti riferiscono che si sente come un “pizzico”. Il medico in casi selezionati può utilizzare il ghiaccio per intorpidire la zona da trattare e ridurre il sanguinamento. Se siete preoccupati per il disagio, parlatene con il vs medico che potrà valutare l'anestesia topica.  

Quali sono stati gli effetti collaterali comuni osservati negli studi clinici?

Il 3% dei pazienti ha una ptosi ( palpebra cadente) nei pazienti trattati per rughe frontali; l'1% dei pazienti ha edema peri orbitario e zigomatico (gonfiore della palpebra) nei pazienti trattati per rughe a zampe di gallina. Altri possibili effetti indesiderati comprendono: secchezza delle fauci; disagio o dolore al sito di iniezione; stanchezza; mal di testa; dolore al collo; problemi agli occhi: visione doppia, visione offuscata, diminuzione della vista e reazioni allergiche. L'esperienza del medico riduce gran parte degli effetti collaterali

Quanto dura il trattamento?

Il medico discuterà i vostri obiettivi ed eseguirà un'analisi del volto per determinare i trattamenti appropriati per voi. Il processo di iniezione effettivo richiede circa 10 minuti.

Quando vedrò i risultati? 

Si può cominciare a notare i risultati entro 24 a 48 ore in base alla gravità delle rughe, con risultati che durano fino a 4 mesi.

Quante iniezioni riceverò?

Il numero è in funzione della gravità e della sede, in genere per l'area delle zampe di gallina, il medico inietta 3 aree del m. orbicolare dell'occhio, Questo si ripeterà sul muscolo orbicolare dell'altro occhio. Per l'area rughe glabellari, il medico somministrerà 5 iniezioni nei muscoli della fronte,-1 nel muscolo procerus e 4 nei muscoli corrugatori.

Quanto è lungo il tempo di recupero dopo il trattamento? 

Dopo il trattamento, è possibile riprendere normalmente la propria giornata, i tempi di inattività sono minimi e il medico darà poi le specifiche istruzioni post-terapia. Ad esempio: non toccarsi il viso, non sottoporsi a trattamenti estetici o lampade UV. etc_

Gli uomini possono ricevere un trattamento con il botulino?

Sì. La tossina botulinica è stata anche valutata clinicamente in pazienti di sesso maschile. Negli studi clinici per rughe glabellari da moderate a gravi, il 17,5% dei pazienti trattati erano uomini. Negli studi clinici sulle rughe a zampe di gallina, i pazienti di sesso maschile erano circa il 10% dei pazienti trattati.

Dovrei usare Botulino o Acido ialuronico per le rughe della marionetta?

Per le rughe della marionetta il riempimento è generalmente la scelta migliore rispetto al Botulino che opera sui muscoli che causano le rughe, mentre il filler aggiunge volume. > le rughe della marionetta sono causate da perdita di volume e lassità cutanea, così i filler di solito funzionano bene in questa area. Potrebbe essere necessario un insieme di filler nel medio volto, come Voluma o come il Radiesse per un risultato più completo.

Quanto tempo è efficace il vistabex rispetto all'azalure per il trattamento delle zampe di gallina ?

Non c'è una differenza significativa. Entrambi hanno effetti per circa 3-4 mesi, quando iniettati nel m. orbicolare dell'occhio per le zampe di gallina. Purtuttavia si possono cominciare a vedere i risultati un po 'più rapidamente con l'azzalure rispetto al vistabex, ma questo varia da paziente a paziente.

Mar 02

Se stai leggendo questo articolo , probabilmente sei intenzionato ad eliminare un tatuaggio e rimpiangi di averlo fatto! Prima di fare mosse azzardate per rimuovere il tatuaggio non più amato, abbiamo creato questo decalogo in modo da poter condividere gli errori altrui.

Ecco i 10 più utili, consigli da sapere prima di andare sotto il laser. Senza ulteriori indugi ...

1. Calibrate bene le vostre aspettative. Prima del trattamento sappiate questo: la rimozione del tatuaggio non è garantita sempre al 100%. confrontate le vostre aspettative, parlando con un esperto. Alcuni tatuaggi sbiadiscono solo in parte dopo diversi trattamenti e possono lasciare un'immagine fantasma, altri sono a rischio di cicatrice.

2. Una seduta di trattamento non è sufficiente il numero di sessioni non è qualcosa che può essere predeterminato durante la visita iniziale. Se vi dicono 5-6 trattamenti, come media, sappiate che il numero in realtà è spesso molto più elevato, magari solo per ritocchi, ma si arriva spesso a 10. Inoltre, gli intervalli tra i trattamenti sono un fattore chiave. Sappiamo che si desidera rimuovere l'inchiostro il più rapidamente possibile, ma effettuare il nuovo trattamento laser troppo precocemente può aumentare il rischio di effetti collaterali come irritazione della pelle e ulcerazioni. Il tempo medio tra le sessioni è da 4 a 6 settimane, ma, naturalmente, per ognuno è diverso. In alcuni casi, 8 settimane è il tempo minimo consigliato .

3. La sede del vostro tatuaggio. Nella maggior parte dei casi la posizione non è importante. Ma la scomparsa è generalmente più lenta per i tatuaggi si trovano dove la cute è più spessa.

4. Tatuaggio professionale vs Amatoriale. la rimozione in generale dipende da molti fattori. I tatuaggi professionali penetrano più in profondità nella pelle e con livelli uniformi il che può rendere più facile il trattamento, ma non sempre, perché l'inchiostro è di solito più denso. i tatuaggi amatoriali sono spesso applicati con una mano irregolare che può rendere la rimozione impegnativa, ma nel complesso sono più facile da rimuovere.

5. Educare se stessi sui diversi tipi di laser. Nessun singolo laser può rimuovere tutti i colori del tatuaggio, diverse lunghezze d'onda laser trattano diversi colori e, a volte potrebbe essere necessario utilizzare più laser per rimuovere pigmenti differenti.

6. Cosa aspettarsi dopo un trattamento. Ci sono un po' segni e di sintomi che potrebbero manifestarsi dopo il trattamento. Tra loro ci sono: vesciche, gonfiore, innalzamento del tatuaggio, sanguinamento puntiforme, arrossamento e / o temporanea intensificazione del colore. Non c'è da preoccuparsi, però. Questi effetti sono comuni e di solito regrediscono entro una o due settimane. Ovviamente se si seguono le prescrizioni post trattamento del medico.

7. Essere consapevoli dei potenziali effetti collaterali. L'effetto collaterale più comune è iper (oscuramento) o ipo-pigmentazione (alleggerimento) della pelle. Questo di solito si corregge in un intervallo da 6 a 12 mesi più tardi. Le Cicatrici (tra cui cicatrici cheloidi) sono anche un potenziale rischio, ma minimo così come infezioni, ustioni, ed i cambiamenti strutturali della pelle di tipo atrofico.

8. Effetto di iperpigmentazione scurimento transitorio Alcuni tipi di inchiostro utilizzati per i tatuaggi cosmetici, come il marrone per le labbra e compresi i coloranti contenenti inchiostro bianco, possono scurire (ossidare) immediatamente dopo il trattamento a causa della presenza di biossido di titanio. Questo effetto di solito può essere corretto con ulteriori trattamenti.

9. C'è un rischio più elevato di ipopigmentazione nella rimozione del tatuaggio in caso di pelle scura? Le persone con la pelle scura possono rimuovere il tatuaggio con il laser, purtuttavia vi è un rischio maggiore di ipo pigmentazione – schiarimento, perché il laser può rimuovere anche il pigmento dalla pelle (melanina) con pigmenti dal vostro tatuaggio. Il medico deve procedere con cautela e fare sempre un po' di test per minimizzare il rischio.

10. Fare domande e chiedere per le foto. La rimozione del tatuaggio con laser Qswitch è generalmente sicura se effettuata da un medico specializzato. Ma ogni persona, ogni tatuaggio ed ogni pelle sono diversi, quindi è importante per un sacco di domande! Durante il consulto, non abbiate paura di chiedere tutti i potenziali effetti collaterali e rischi in base alla vostra situazione. In primis quello che si dovrebbe sempre chiedere è di vedere le immagini prima e dopo provenienti da altri clienti con tipo di pelle e tatuaggi simili. Tutto questo vi aiuterà a capire le aspettative realistiche di un trattamento.

Dic 15

Le lesioni pigmentate, cioè colorate, della pelle si chiamano nevi, comunemente nei, di solito sono isolati ma non è raro siano in in gruppi, inoltre possono trovarsi anche sulle mucose, tipo sulle labbra. Alcune di queste lesioni le abbiamo dalla nascita mentre molte altre appaiono spontaneamente nel corso degli anni. Spesso sono affascinanti, ma talvolta diventano assolutamente antiestetici.

Presentano varie forme- per lo più rotondeggianti – con dimensioni variabili fino a qualche centimetro e talvolta sono rilevati rispetto alla cute. I colori vanno dal marrone nelle varie tonalità al nero; quando appaiono rossi sono in realtà degli angiomi, nei vascolari. Clinicamente si classificano in nevi dermici, se crescono nel derma, nevi giunzionali o composti.
I nei possono essere asportati, sia per motivi estetici che precauzionali, in questo caso dopo accurata visita medica . il professionista specializzato è il chirurgo plastico, che in base al nevo proporrà la tecnica LASER o quella chirurgica. Quando si utilizza il LASER,previa anestesia, di fatto si brucia, o meglio carbonizza il neo conseguentemente non sarà possibile analizzarlo istologicamente.

rimozione nei con laser Quindi è una tecnica indicata solo per lesioni chiaramente benigne. Il risultato finale ( dopo 7-10 giorni di cure con creme) sarà una piccola macchia, grande come la circonferenza del neo, che con il tempo tenderà a sparire. La rimozione chirurgica permette l’analisi istologica, quindi è indicata nei casi dubbi: previ anestesia locale si effettua un taglio del tessuto comprendente il neo. Questo taglio viene eseguito secondo regole plastiche che ne permettono la migliore guarigione. Dopo l’escissione si sutura la cute mediante dei fili molto piccoli con tecniche estetiche specifiche dette intradermiche. La rimozione dei punti avvien dopo 5-15giorni, quindi si attua un protocollo (basato su creme particolari e contact media) per permettere la migliore cicatrizzazione estetica .